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Discendenti dalla cultura villanoviana, gli Etruschi appaiono sulla scena storica a partire dal X secolo a.C. Risiedettero principalmente in un’area denominata Etruria. Questa si collocava principalmente in Toscana, Umbria fino al fiume Tevere e al Lazio settentrionale. Le sue propaggini si estesero (dall'VIII secolo a.C.) fino a raggiungere zone della  Liguria, dell'Emilia-Romagna e della Lombardia, verso la zona padana. Con la conquista di Veio (nel 396 a.C.) i Romani iniziarono a inglobare l’area etrusca, opera conclusasi definitivamente nel I secolo a.C.

Fino al 1970,  si avallava sull’origini degli etruschi la tesi di Erodoto, che li riteneva una popolazione giunta dall’Asia minore. Prove storiche, archeologiche e documentali hanno scombinato questa teoria, con la fioritura di diverse altre ipotesi. Tra le numerose tesi, ne prevalgono tre: la provenienza orientale, la provenienza settentrionale e la tesi dell'autoctonia.

La provenienza dall’oriente
Secondo Erodoto il popolo etrusco proveniva dalla Lidia (oggi Turchia anatolica meridionale). A seguito di una grave carestia, fu formata una spedizione (nell’XIII secolo a.C.), al comando dei fratelli Tarconte e Tirreno, figli figli del re Telefo di Misia, o del re Atys. La spedizione approdò «presso gli Umbri (sulle coste occidentali dell'Italia) e nel loro paese costruirono molte città, dove ancor oggi vivono». (Erodoto)
Secondo, invece, lo storico greco Ellanico di Lesbo (del V secolo a.C.), la spedizione fu organizzata dai Pelasgi, popolo proveniente dalla Grecia settentrionale. Questa tesi è avvalorata dallo storico Anticlide di Samo (del IV secolo a.C.). Egli afferma che i Pelasgi toccarono dapprima le isole di Lemno e Imbro nell'Egeo, per poi approdare nell’Etruria, prendendo il nome di Tirreni (l’ipotesi è riportata da Strabone).
Tutti, come si vede, sostengono, la presenza del capitano Tirreno, da cui ha origine la denominazione marina attuale.

La provenienza da settentrione
L’ipotesi degli etruschi come popolo giunto da nord si basa su un passo controverso di Livio, che li vede accomunati con i Reti, che provennero d’oltralpe, risiededevano nelle zone alpine delle valli del Trentino-Alto Adige. La teoria, formatasi nel XVIII secolo e sviluppata nel XIX secolo, attualmente è ritenuta infondata.

La provenienza autoctona
Questa teoria – gli etruschi non erano "venuti da fuori" -  fu asserita dallo storico Dionigi di Alicarnasso (che visse nel I secolo a.C.). Egli sostiene che le scarse notizie e l’indecifrabilità del popolo etrusco deriva proprio dall’autoctonia di esso. Questo sarebbe avvalorato dal fatto che gli Etruschi non avevano somiglianze culturali, religiose e linguistiche né con i Lidii, né con i Pelasgi.
La tesi sarebbe, tuttavia, smentita dal ritrovamento della stele di Lemno, che riporta un’iscrizione somigliante alla lingua etrusca.

Altre provenienze
Altre due ipotesi, quella linguistica e quella filologica, tendono a differenziare le precedenti. Nella prima, si afferma la provenienza dalla Lidia (in linea con Erodoto). Il lungo viaggio dall’oriente, però, avrebbe fatto tappa prima in Sardegna, dando vita alla civiltà nuragica (verso il XIII secolo a.C.). Da qui gli etruschi si sarebbero spostati per approdare sulle coste dell’Italia centrale, in Etruria (nel IX secolo a.C.) Ciò sarebbe avvalorato dalla somiglianza tra la lingua sarda e quella etrusca. Questa tesi è stata avanzata dal dal linguista Massimo Pittau.
L’ipotesi filologica è simile a quest’ultima. Ma a sua differenza, si sostiene uno spostamento da occidente verso oriente e non il contrario. Secondo lo studioso Giovanni Ugas, i Sardi si sarebbero fusi con le popolazioni autoctone dell’Etruria, come riportato anche dallo scrittore latino Festo: “Sono soliti essere re degli Etruschi coloro che si chiamano Sardi. Quindi la gente etrusca è originaria dai Sardi”. Inoltre, essi si spinsero verso est fino all’Egitto (nel XII secolo a.C.). Infatti, la popolazione sarda (gli Shardana), farebbe parte dei “Popoli del Mare”, di memoria egizia.
Il termine "Tyrsenoi"  (in greco, "costruttori di torri") avrebbe affinità con la civiltà nuragica, fiorita in Sardegna.

 

 
 

   
 
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