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La Necropoli della Banditaccia, a Cerveteri
 
 

Nonostante, gli Etruschi possano considerarsi un popolo all’altezza delle maggiori civiltà orientali, non ci sono pervenute né testi, né composizioni letterarie. Questo non ci permette uno studio approfondito della loro civiltà. Ciò che conosciamo di loro, si deve a scrittori e storici greci e latini, che, però, non sempre sono attendibili al cento per cento.
Altra fonte di informazione (ma di livello limitato) pervengono da pitture e sculture, oltre ai reperti archeologici in generale. Soprattutto gli affreschi, che descrivono scene di vita etrusca, ci forniscono usanze e costumi. Questi, tuttavia, si riferiscono, quasi esclusivamente, alle abitudini della classe aristocratica. E’, quindi, difficile avere una ricostruzione esatta su tutte le classi inferiori, che ci permetterebbe di conoscere la società etrusca nella sua completezza.

Nella seconda metà dell'VIII secolo a.C., accade qualcosa di non ben identificato. La società etrusca inizia a presentare una divisione in classi, cosa del tutto sconosciuta nel periodo protovillanoviano e alto villanoviano. Le differenze tra corredi funebri si accrescono tra loro, sia per quantità d’oggetti, sia per qualità. Nelle tombe aristocratiche appaiono ceramiche e monili, spesso d’origine orientale.
Sorgono contemporaneamente grandi tombe a tumulo, anche affrescate, grossi sarcofaghi scultorei, corredi funebri ricchissimi. La società etrusca, tramite contatti con il Medio Oriente, assume forme di divisione sociale del tutto simile a quelle. Nasce la classe principesca, sulla base del potenziamento dell’economia. I commerci e il controllo delle attività agricole e pastorali, permette loro di accumulare grandi ricchezze.

Si forma verso il VI secolo a.C. anche una certa “classe media”, composta da artigiani e piccoli commercianti, che si mettono in proprio, distaccandosi dai principi.
Contemporaneamente al potenziamento economico e commerciale, appare la classe servile. Essa è fatta da schiavi di terre lontane acquistati nei mercati, ma anche formata da prigionieri catturati nelle battaglie per il predominio dei traffici nel mar Tirreno. Spesso gli schiavi venivano, alla morte, cremati, posti in vasi di terracotta e sepolti in piccole nicchie nella stessa tomba del loro padrone.

Il formarsi di classi, la creazione delle città e l’aumento della popolazione, porta gli etruschi a darsi forme di comando e amministrazione. A capo di ciascuna città-stato vi è il re, chiamato Lucumone. L'Assemblea dei rappresentanti espressa dalla classe nobiliare, era un organo di controllo dei provvedimenti del Lucumone.
L’attività giudiziaria veniva svolta dai Zilath, magistrati, che venivano  eletti ogni anno.

 

 
 
   
 

   
 
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