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Sommario

 
 

 BREVE STORIA DEL TEATRO

Introduzione e
definizioni di Teatro

La rappresentazione del divino nei riti primitivi
Ai primordi del Teatro Greco
Nascita della terminologia teatrale
Costumi e maschere del teatro greco
I protagonisti del Teatro greco
…e la Commedia?
Il Teatro romano
Autori romani
Il Teatro medievale
Il Teatro rinascimentale
Altri autori rinascimentali
La commedia degli Zanni
Il Teatro seicentesco spagnolo
Il Teatro elisabettiano
Il Teatro classico francese
Il Teatro del Settecento in Italia
Il Teatro del Settecento in Germania
Il Teatro dell’Ottocento in Francia
Il Teatro dell’Ottocento in Inghilterra
Il Teatro dell’Ottocento in Italia
Tra Ottocento e Novecento in Italia
L’alba del XX secolo in Italia
Il teatro contemporaneo del Novecento
Nella seconda metà del Novecento

 
 
 
 

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Vittorio Alfieri -
 IL TEATRO
 
Volume 1
Pagine: 274
Versione my book
ed e-book
Formato 15,24 x 22,86

Costo My book:
Euro 22,25

 
Breve Storia del Teatro
Il Teatro elisabettiano
 
15/25
 


Il seicento è considerato il secolo del teatro. Abbiamo visto quello spagnolo, fondato sull'asserzione di valori etici, che non si basava sulle regole aristoteliche. Al contrario quello francese di Corneille, Racine e Molière. In Inghilterra vediamo fiorire il teatro chiamato “elisabettiano” di Marlowe e Shakespeare.

In Inghilterra, vengono adibiti i primi spazi pubblici per il teatro. Inizialmente sono dei semplici saloni adattati, ma viene segnato il punto per la recitazione degli attori con una banchina e un tetto sorretto da due colonne. Il fondo del tetto veniva dipinto di celeste, che veniva chiamato, perciò, "cielo" (questo termine viene ancora utilizzato per indicare i teloni alti che riquadrano la scena). Dal cielo venivano calate alcuni tipi di attrezzature, mentre altre venivano portate in scena dalle quinte o dalle aperture laterali, utilizzando delle rotelle. Non esisteva il sipario.
Shakespeare fondò il teatro “Globo”, una struttura, però, ancora in legno e a cielo aperto.
Nel XVII secolo, invece, in Italia vengono costruiti i primi due teatri che faranno poi da modello a quelli europei: il Teatro della Fenice a Venezia e quello Farnese a Parma (1618-19).

Christopher Marlowe (Ospringe, febbraio 1564 – Londra, 30 maggio 1593) visse soltanto 29 anni, ma nella sua pur breve vita, riuscì a lasciare traccia di se stesso nel teatro e nella poesia. Morto in circostanze misteriose, il suo contributo maggiore fu quel blank verse, che sviluppò nella misura tale da essere, poi, adottato dallo stesso Shakespeare. Il suo carattere estremo e straripante, lo portò a comporre opere in cui i personaggi vivevano dirompenti sentimenti e bramosie: di potere (come nel Tamerlano il grande I e II, e nel Faustus), o di una eccessiva sensualità (Edoardo II).
 
Tutto il genio del teatro di tutti i tempi sembra concentrarsi in William Shakespeare (Stratford-upon-Avon, battezzato il 26 aprile 1564 – Stratford-upon-Avon, 23 aprile 1616), autore dall’immane capacità di sovvertire le regole del tempo, e contemporaneamente, come un faro, segnare il percorso per i posteri. Di lui si sa poco, ma la sua opera segna un crinale che cambia la storia del teatro. La sua opera e i suoi personaggi. E’ stato rilevato come nessuno dei suoi personaggi sia trascurato nell’approfondimento caratteriale. In realtà ci troviamo davanti a uomini studiati e approfonditi con capacità camaleontiche. Shakespeare si cala nella psicologia di ogni suo elemento, la studia, la plasma, e ne dà un profilo assolutamente veritiero. Questo è dimostrato dal fatto che, nelle sue tragedie, non vi è mai una figura così astratta da non avere un punto debole, un difetto o un lato sbagliato, al contrario un ladro cosi' cattivo da non poter addurre a propria discolpa qualche positività, qualche diritto alla comprensione da parte del pubblico. E la realtà è che egli non forgia manichini o maschere, ma, come abbiamo detto, esseri umani, che espongono il proprio mondo interiore affollato di sentimenti, pensieri ed emozioni, a volte anche contraddittori, inspiegabili al personaggio stesso.
Egli fu un genio per molti aspetti: il lessico, l' oratoria, gli spunti vitali nelle discussioni, l’intensita' poetica, creatore di trame ed azioni, la teatralita' dei testi.

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