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Le vetrine di Experiences  
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Il Settecento 9
    Il Teatro e le mode nel '700

                       Il Teatro e le mode nel Settecento
 
    Muresu Gabriele
Tra sceniche baruffe. Studi sul teatro italiano del Settecento


   
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Caroli Flavio
Il gran teatro del mondo. L'anima e il volto del Settecento


Ideata e curata da Flavio Caroli, una spettacolare mostra sul Settecento (Milano, 12 novembre 2003-12 aprile 2004) - un periodo storico fondamentale per le trasformazioni e le conoscenze acquisite in tutti i campi del sapere umano e quindi cruciale nel passaggio all'età contemporanea - indagato per la prima volta a tutto tondo nelle arti, nella musica, nel teatro, nella letteratura. La mostra presenta circa 300 opere tra dipinti, sculture, disegni, acquarelli, acqueforti, incisioni, stampe e libri, provenienti dai maggiori musei italiani e stranieri: da Giambattista Tiepolo a Ceruti, da Gaspar Van Wittel a Pietro Longhi, da Wright of Derby a Canaletto.

 

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    Stefani C.
Ricordi in micromosaico. Vedute e paesaggi per i viaggiatori del Grand Tour



Esiste una Roma del micromosaico o mosaico "minuto", di quella miniatura perfetta, nata nell'ultimo quarto del Settecento, che ha ridotto in scala non solo l'immagine ma anche e soprattutto la tecnica? Pare proprio di sì e questo volume lo dimostra attraverso immagini e documenti, memorie, annuari, almanacchi e manuali del periodo 1806-1855 (Maria Grazia Branchetti), spulciando nei libri di viaggio e nelle guide di autori inglesi della prima metà dell'Ottocento, con particolare riguardo a un episodio della vita di Michelangelo Barberi (Giuliana Franzini Musiani), analizzando quell'Italia in miniatura costruita, tra Sette e Ottocento, per l'industria del souvenir (Chiara Stefani), dandoci notizie precise sulle invenzioni e le tecniche (Roberto Grieco) o sulla tavolozza di Giacomo Raffaelli (Alessia Birri), fornendoci nominativi e indirizzari dei mosaicisti (Maria Grazia Branchetti) e lo stesso glossario (Roberto Grieco). La storia del procedimento o di quella microtecnologia concepita dai contemporanei come apice virtuosistico della tecnica musiva, ne esce a tutto tondo.

 

 
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    Bonaventura Vincenzo
La Sicilia al tempo del Grand Tour. L'isola vista dai viaggiatori stranieri della seconda metà del Settecento


Nella seconda metà del Settecento, impregnata di neoclassicismo e di illuminismo, la Sicilia non fu più un'appendice insolita al Grand Tour italiano, ma, speciamente dopo l'avallo di Goethe, una meta indispensabile. E i tantissimi viaggiatori stranieri raccontano, scrivendo e ancor più disegnando, la Sicilia com'era in quel periodo. O meglio, come la vedeva ciascuno di loro. Il ritratto variegato e spesso contraddittorio dell'isola si fa, nel libro, un unico racconto di immagini e parole, ricco di notizie e, ancor più di splendide immagini e suggestioni visive.

 
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Il Settecento 8
    La Rivoluzione economica nel Settecento

                       La Rivoluzione economica nel Settecento
 
    Mocarelli Luca
Costruire la città. Edilizia e vita economica nella Milano del secondo Settecento

Solo di recente gli storici economici hanno iniziato a occuparsi dell'edilizia in una nuova prospettiva, volta finalmente a valorizzarne il grande significato economico. Questo volume intende contribuire al dibattito presentando il caso di una città, la Milano del secondo Settecento, caratterizzata da un'attività edilizia molto intensa. La prima parte del lavoro si sofferma sul versante della domanda presentando sia i protagonisti, pubblici e privati, che hanno sostenuto il boom costruttivo in atto, sia le ragioni economiche e politico-istituzionali che lo hanno consentito. Si passa poi a un esame delle componenti principali dell'offerta, vale a dire la realizzazione dei materiali da costruzione, di cui si sono ricostruiti gli orizzonti produttivi e gli assetti organizzativi, e il mercato del lavoro, con una particolare attenzione alle modalità operative dei protagonisti del settore e ai caratteri della manodopera. Infine si è affrontata la questione del significato economico dell'edilizia prendendo in considerazione diversi aspetti: dalla sua funzione anticongiunturale ai legami con il mercato immobiliare, dai rapporti con il mondo del credito all'interazione con la vita economica locale. Si è avuto così modo di evidenziare l'importanza del settore nell'economia milanese del tempo, non solo per quanto riguarda il versante produttivo e occupazionale, ma anche con riferimento agli effetti moltiplicativi che è stato in grado di dispiegare.  
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    Albertone M.
Governare il mondo. L'economia come linguaggio della politica nell'Europa del Settecento

Le odierne crisi finanziarie, l'accelerarsi delle trasformazioni, l'affacciarsi di nuovi protagonisti sulla scena mondiale pongono oggi all'attenzione questioni e problemi considerati conseguenze di un mondo sempre più interdipendente. In realtà, già nel Settecento uomini come Adam Ferguson, David Hume e Adam Smith si interrogavano e riflettevano sulla moralità e sull'etica nell'economia, sulla formazione della "ricchezza delle nazioni", sui modi attraverso i quali superare la "gelosia commerciale", grazie all'armonizzazione degli opposti interessi. In questo volume studiosi e studiose europei di diverse generazioni analizzano i linguaggi e le teorie economiche che nel Settecento l'Europa sviluppò per dare risposte ai problemi che gli Stati e le società si trovarono a fronteggiare, pur nella loro diversità. Nella tensione tra cambiamento e conservazione, le politiche di riforma affrontarono problemi condivisi: l'illuministica ricerca della felicità, che interessava governanti e governati, monarchie e repubbliche, sudditi e cittadini, il benessere del singolo e la potenza degli Stati, imponeva innanzitutto di interrogarsi sulle condizioni materiali di vita e su come modificarle. La riflessione economica cercò dunque risposte alla complessità dei problemi in una elaborazione teorica che fornisse indirizzi e strumenti per l'attuazione di politiche e di riforme che rendessero migliori le condizioni di vita.  
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    Molesti Romano
Economisti e accademici nel Settecento veneto. Una visione organica dell'economia
La pubblicazione di alcuni scritti di economisti e accademici italiani del '700 può risultare utile specie nel momento presente in cui la scienza economica standard, di derivazione marginalista, che si rifà al vecchio paradigma meccanicista e determinista di stampo cartesiano e galileiano, dimostra tutta la sua insufficienza. Del nuovo moderno paradigma, sistemico e volontarista, che ha la sua massima espressione nella bioeconomia di N. Gerogescu-Roegen, i nostri autori del Settecento, possono, in un certo senso, essere considerati come dei precursori. Nella pubblicistica economica veneta del Settecento rivestono notevole interesse le dissertazioni presentate in occasione dei concorsi banditi dalle varie Accademie di agricoltura, arti e commercio. In molti autori di tali dissertazioni si avverte una genuina partecipazione al tema trattato, specie nel tentativo di indicare le soluzioni più aderenti alla realtà. Di tali memorie si è ritenuto opportuno pubblicarne alcune nel presente volume. Notazioni particolarmente rilevanti contro il lusso compie l'economista mantovano G. Gherardo D'Arco. Un'impostazione, questa, propria anche dell'economista friulano Antonio Zanon, un autore importante, di cui è interamente pubblicato nel volume il manoscritto sull'Arte della seta. Assai rilevanti poi, tra le varie dissertazioni pubblicate, quelle che trattano delle misere condizioni degli operai delle campagne venete.  
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Il Settecento 7
    La Medicina nel Settecento

                       La Medicina nel Settecento
 
    D'Alessandro Antonietta
Psiche-soma. Ippocrate nella letteratura medica del Settecento

L'autrice affronta il problema della ripresa dell'ippocratismo nella medicina del Settecento, analizzando, attraverso le emblematiche figure di Boerhaave, Stahl, Hoffmann, Boissier de Sauvages, Bordeu, Barthez, le proposte di soluzione che i medici-filosofi del secolo offrono al problema lasciato insoluto da Cartesio riguardo alle relazioni esistenti tra anima e corpo. Spinti da tale esigenza, questi scienziati riprendono l'antica medicina ippocratica e si pongono in continuità con le idee che ne erano a fondamento. Ciascuno individua definizioni, teorie eziologiche, metodi di indagine in consonanza con il proprio modo di intendere l'uomo e la sua natura. Ma l'operazione compiuta dai medici del Settecento si risolve, il più delle volte, in una lettura ideologica e imprecisa delle fonti, tale che Ippocrate perde la fisionomia di filosofo e medico dell'età classica per diventare meccanicista, animista, vitalista.

 
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    Muscato Daidone Concetta
Repertorium medicinae. Problemi igienico-sanitari, malattie e metodi curativi a Noto nel Settecento

   
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    Bredasola Marco
L' università di Ferrara e la cultura dei lumi. Scienza e medicina alla fine del Settecento

   
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    La mal-aria di Lazzaro Spallanzani e la respirabilità dell'aria nel Settecento

   
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Il Settecento 6
    La Scienza nel Settecento

                       La Scienza nel Settecento
 
    Il futuro di Galileo. Scienza e tecnica dal Seicento al terzo millennio

1609: Galileo compie il rivoluzionario gesto di puntare un cannocchiale, modificato e adattato, al cielo, dando avvio all'osservazione astronomica e segnando l'inizio delle moderne scienze sperimentali. Nel 2009, dichiarato dall'Assemblea delle Nazioni Unite Anno Internazionale dell'Astronomia, si celebra il quarto centenario dell'uso del cannocchiale e con un omaggio a uno dei più grandi scienziati dell'epoca moderna, genio innovatore, comunicatore eccelso, simbolo della ricerca e del metodo scientifico moderno. "Il Futuro di Galileo Scienza e tecnica dal Seicento al Terzo Millennio" si pone l'importante obiettivo di illustrare, a partire dall'opera stessa di Galilei e attraverso esempi eclatanti dei secoli successivi, alcune delle principali caratteristiche del metodo scientifico moderno.

 
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Ferrone Vincenzo
Una scienza per l'uomo. Illuminismo e rivoluzione scientifica nell'Europa del Settecento

La scienza è stata fatta per l'uomo o l'uomo è fatto per la scienza? Questa domanda apparentemente provocatoria e un po' bizzarra costituisce, in ultima analisi, il filo rosso del volume, frutto di un ventennio di ricerche. A ben vedere si tratta di un interrogativo di grande attualità in un momento di confusione in cui si scontrano visioni apocalittiche della scienza e della tecnica intese come strumenti di morte e di dominio e acritiche e ingenue apologie del sapere scientifico di matrice tardo-positivistica che rifiutano ogni idea di limite e ogni condizionamento morale all'opera degli scienziati. Riflettere su come l'Illuminismo - con il suo peculiare umanesimo, sostanziato dalla scoperta della libertà, ma anche della responsabilità dell'uomo - abbia interpretato originalmente e trasformato aspetti decisivi della Rivoluzione scientifica di Bacone, Cartesio e Galilei può forse davvero aiutare a comprendere la via migliore per individuare il giusto rapporto tra i saperi e il potere, tra le forme di conoscenza e la centralità dell'uomo come fine ultimo e indiscusso. La Rivoluzione scientifica viene analizzata partendo dall'idea dell'assoluta centralità dell'individuo come criterio di costruzione e definizione dei saperi, associato al principio dell'utilità delle scienze per l'emancipazione. "L'uomo è il termine unico dal quale occorre partire e al qual occorre far capo", spiegava con toni appassionati Diderot proprio nella voce "enciclopedia".

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    Dal Prete Ivano
Scienza e società nel Settecento veneto. Il caso veronese
1680-1796


Immergendo il lettore nella realtà urbana della Verona del Settecento, questa monografia mette in primo piano gli intrecci tra attività scientifiche e tessuto vivo della società italiana. Attraverso un dettagliato studio di ambienti e contesti, l'autore mostra come i dibattiti sulle scienze della vita si incarnino nelle diatribe tra medici galenici e neoterici, pronti a pubblicare libri ed opuscoli, organizzare esperimenti per convincere i concittadini della bontà delle rispettive filosofie e terapie. Nei retrobottega delle farmacie si ammirano le curiosità del sottosuolo raccolte dagli speziali o si discute di storia naturale. I misteriosi pesci impietriti sono per alcuni la venerata reliquia del Diluvio biblico; ad altri spalancano gli abissi di un mondo immensamente più antico in cui si dissolvono coscienze e certezze  
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    Ciarallo Annamaria
Scienziati a Pompei tra Settecento e Ottocento

   
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Il Settecento 5
    Arte ed Architettura: il Neoclassicismo 2/2

                        Arte ed Architettura - Il Neoclassicismo
 
    Honour Hugh
Neoclassicismo

Hugh Honour traccia un profilo completo dell'arte neoclassica cercando di sgombrare il campo da forzature interpretative e inutili contrapposizioni metodologiche. La sua attenzione si concentra sui grandi protagonisti di questa importante stagione dell'arte europea e sui loro capolavori, contrastando i tentativi di riassorbirli nel romanticismo, e di intendere il neoclassicismo come una sorta di puro stile decorativo, slegato dai grandi temi culturali e civili che l'hanno animato. «Ora - come ricorda lo stesso autore - il termine "neoclassico" ha perso le sue connotazioni spregiative. Ma per ciò che riguarda l'arte del tardo Settecento è ancora utile distinguere tra l'imitazione dell'antichità, accademica e dettata soltanto da una moda, e lo studio serio dell'antico, compiuto alla ricerca di quella che allora veniva definita la "buona strada" per raggiungere il vero stile...»

 
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    Palladino Nicola
Ultima musa. Percorsi della modernità tra neoclassicità e barocco

Chi è la Musa? Oppure, cosa è una Musa? Esiste una Musa "moderna"? Già in età classica ci si è interrogati sul meccanismo umano o divino che la rende partecipe, spesso persino protagonista eccessiva, dell'opera dell'artista. Si tratta di una dea "classica", come ci invitano a credere i miti greci di Mnemosine e di Diotima. Ma talvolta è soltanto la donna "ideale", in una progressiva ricomposizione e normalizzazione del personaggio mitico. Eppure in casi eccelsi ed emblematici essa ci appare solo un Pretesto per la creazione. Diversamente, la Musa moderna può assurgere a (co-)Artefice dell'opera d'arte. Infine la domanda inquietante: possiamo identificarla con un essere concreto? E, avanzando nella definizione del modello identificativo, chi è, allora, se è mai esistita, la più grande e celebrata Musa del Novecento? Questi solo alcuni degli interrogativi che accompagneranno il lettore alla scoperta della Musa moderna, un "percorso" tra lingua e immagine che inizia nell'antichità per concludersi in quella che è la Modernità più recente. Fino a pervenire al simulacro sommo: Gala, ovvero Gala-Dalì.

 
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Colle Enrico; Zambrano Patrizia
La cornice italiana. Dal Rinascimento al Neoclassico

Se alla pittura molti storici hanno dedicato studi e ricerche e i molteplici documenti pervenuti ci permettono attribuzioni e datazioni certe delle opere, alle cornici non è stata prestata altrettanta attenzione e, da un esame generale della produzione di queste, sono pochissime quelle che consentono un'attribuzione, vista la scarsità dei documenti giunti sino a noi. Il volume comprende, dopo l'introduzione a carattere generale, due saggi storici riguardanti, rispettivamente, il XVI secolo e la prima parte del XVII e la seconda parte del XVII secolo fino a tutto il XVIII secolo. Seguono più di cento tavole a colori che comprendono un arco temporale dalla fine del Quattrocento alla fine del Settecento e che documentano le tipologie regionali. Ogni tavola è corredata di una scheda che indica la collocazione dell'opera e fornisce dati tecnici e riferimenti storici. Ulteriori informazioni negli allegati.

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    Como Alessandra
Paesaggi narrativi-Landsacpe gardens. Itinerari attraverso il giardino inglese del Settecento. Ediz. italiana e inglese

   
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 Il Settecento 4  
    Arte ed Architettura 1/2

                        Arte ed Architettura
 
    Collezionisti, disegnatori e pittori dall'Arcadia al Purismo. Vol. 2

Questo secondo volume dell'opera: Collezionisti, disegnatori e pittori" presenta, tra gli altri, alcuni saggi della giornata in onore di Elisa Debenedetti

 
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    Incerpi Gabriella
Semplici e continue diligenze. Conservazione e restauro dei dipinti nelle Gallerie di Firenze nel Settecento e nell'Ottocento

Il volume ripercorre le vicende del restauro dei dipinti a Firenze dalla fine del Granducato mediceo al Regno d'Italia, collegando in un discorso unitario gli interventi fatti e le tecniche adottate dai restauratori che nel corso di due secoli operarono all'interno delle Reali Gallerie. Accanto a personaggi noti, (Giuseppe Magni, Vittorio Sampieri, Ulisse Forni) emergono figure ancora poco studiate: dai Mangiacani, mesticatori medicei, ai pittori-restauratori sabaudi legati al mondo antiquario come Alessandro Mazzanti o Luigi Grassi; una particolare attenzione viene dedicata ai Reali Restauratori, stabilmente impiegati per garantire la conservazione dei quadri nelle pubbliche gallerie: oltre a Sampieri e Forni, Domenico del Podestà, Fedele e Francesco Acciai, Ettore Franchi. Elemento caratterizzante di questa storia sono infatti le semplici e continue diligenze, l'adozione cioè di un "sistema" che privilegiò misure tese a prevenire o ad arrestare i danni attraverso una costante e pronta opera di manutenzione. Basato su una puntuale analisi delle notizie conservate negli archivi fiorentini, il testo presentata in appendice un'ampia rassegna dei documenti più significativi ed indicazioni sui principali fondi da consultare per ulteriori approfondimenti, destinate a chi per la prima volta si trovi ad affrontare ricerche sull'argomento.

 
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    Curcio Giovanna
La città del Settecento

Nel Settecento prende forma la metropoli moderna. Mentre nascono nuove capitali - come San Pietroburgo e Washington - si forma anche un nuovo proletariato che darà vita alle rivoluzioni americana e francese. Prima della rivoluzione industriale il 60-80% della popolazione attiva era impiegato in attività agricole e viveva in campagna; l'industrializzazione porta la gran parte della popolazione a trasferirsi nelle nuove metropoli e intellettuali, governanti e architetti s'interrogano sulla struttura di agglomerati urbani che sovraffollamento, concentrazione di attività produttive, nuove istanze di igiene e salubrità non consentono più di valutare unicamente in termini di "bellezza", "decoro" o monumentante. L'architettura ricerca nuovi materiali e nuovi sistemi di produzione da applicare su larga scala in inediti tipi edilizi - ministeri, caserme, carceri, ospedali, borse, teatri, biblioteche, musei, fabbriche e cimiteri - mentre gli edifici per il culto e i palazzi reali o dell'aristocrazia perdono centralità nella qualificazione degli spazi urbani.

 
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    Nobile Marco R.; Piazza Stefano
Architettura del Settecento in Sicilia. Storie e protagonisti del tardo barocco

   
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  Il Settecento 3   
    Diritti naturali e legislazione

                        Diritti naturali e legislazione
 
    Marchisello Andrea
La ragione del diritto. Carlantonio Pilati tra cattedra e foro nel Trentino del tardo Settecento

La cattedra - La diagnosi e la cura. La "disciplina legale" nei Ragionamenti intorno alla legge naturale e civile (1766) - Verifiche nella successiva riflessione pilatiana - Il foro - Lo stile pilatiano - Le fonti del diritto - La funzione giuspolitica del consulente Pilati: esempi - Osservazioni conclusive - Appendice: Criteri di edizione; Edizione del corso di lezioni di Carlantonio Pilati: Elementa juris secundum ordinem Institutionum (1759) - Indici: Scritture giudiziali di Carlantonio Pilati; delle fonti; dei nomi.

 
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    Lomonaco Fabrizio
A partire da Giambattista Vico. Filosofia, diritto e letteratura nella Napoli del secondo Settecento

Il volume integra l'analisi dei temi filosofici con la ricostruzione delle questioni giuridico-letterarie al centro delle tensioni tra vichiani e antivichiani. Il richiamo alle tesi filologiche di Vico sull'origine delle XII Tavole alimenta l'interesse per la questione filosofica circa il fondamento della validità del diritto. In queste pagine si offrono anche gli esiti di una circumnavigazione intorno a ciò che, sia pure dentro l'ambiente di Vico e della sua fortuna, non è sempre immediatamente riconducibile a lui. Lo documentano i saggi tra letteratura, filosofia ciclica della storia naturale dell'uomo nella Napoli riformatrice e massonica (Bertòla) e l'anticurialismo prerivoluzionario (Conforti). Più vichianamente orientata è, invece, la non trascurabile attività politico-culturale in Lombardia dei napoletani Francesco Lomonaco e Flaminio Massa, editore del Pagano, impegnati nell'offrire una possibile soluzione della 'crisi' del razionalismo settecentesco con la sintesi tra momento ideale e contrassegno antropologico della funzione conoscitiva, oggetto della moderna science de l'homme della cultura europea del tempo e segnatamente idéologique d'oltralpe.

 
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    Scappaticci Tommaso
Fra lumi e reazioni. Letteratura e società nel secondo Settecento

   
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    Giornali del Settecento fra Granducato e Legazioni

   
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Il Settecento 2
    Il nuovo pensiero

                        Il nuovo pensiero
 
    Santangelo Ignazio A.
Pensiero e cultura nell'Illuminismo

Pur presentandosi relativamente unitario, il pensiero illuminista, e non meno l'atteggiamento, si espresse non solo in formule ideologiche e letterarie, ma vi si coglieva in forme e suoni, insomma nell'arte dell'epoca. Oltrepassando la generale portata definitoria in cui è stato indicato in molti modi, esso non si prospettava con omogeneità poiché non vi si rintracciava un sistema, sicché consentiva l'assunto secondo cui esso pervenne ad essere soprattutto un atteggiamento spirituale e culturale, non esclusivo dei filosofi, ma anche di parte della società intellettuale e borghese, sinanco di alcuni regnanti del tempo, a cui corrispose comunque un ampio clima d'opinione in cui si s'avvertirono, adiunte alle idee predominanti, le più varie accezioni ed originalità, sia ideali che geografiche o cronologiche.

 
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    Plastina Sandra
Filosofe della modernità. Il pensiero delle donne dal Rinascimento all'Illuminismo

Quanto furono presenti le donne sullo scenario culturale della prima modernità? E quante di loro hanno dato un significativo contributo alla filosofia con le loro opere? Considerato il numero di donne che hanno scritto lavori di notevole qualità in ambito filosofico e l'interesse mostrato per le loro pubblicazioni, suscita grande perplessità la quasi totale assenza di queste autrici dalle storie della filosofia scritte negli ultimi anni. Il libro vuole evidenziare la specificità del rapporto tra le donne e la filosofia moderna, illustrandone i passaggi più significativi, dalla umanistica querelle des femmes alla questione dell'educazione, dal principio di uguaglianza alla rivendicazione dei diritti.

 
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    Yates Frances A.
L' illuminismo dei Rosa-Croce

Sui Rosa-Croce si discetta da secoli, da altrettanti secoli si pone l'accento sulla loro straordinaria influenza, nessuno, però, è mai venuto a capo della loro esistenza. Anche se molti la danno per scontata. Anche se molti se ne proclamano a vario titolo successori: senza peraltro poter attribuire a questa "mistica società" né certi nominativi di aderenti, né luoghi di attività, né comprovate discendenze. Come si può notare, il mondo rosa-crociano si presenta come un terreno insidioso intersecato da mille sentieri: dove è facile perdersi e dove è altrettanto facile precipitare nelle "sabbie mobili" del pressappochismo e della faciloneria. Il saggio della Yates è diventato presto un classico, un'imprescindibile opera di riferimento a riguardo, per la sua capacità di ritrarre l'ermetismo-esoterismo dei Rosa-Croce come un sapere niente affatto in contrasto con i fermenti che daranno origine alla rivoluzione scientifica, ma che pone l'uomo quale centro propulsore. Da qui l'urgente attualità dei misteriosi Rosa-Croce in cui la nomea di scienziati e ricercatori si fonde con l'allure del mago rinascimentale: il dotto speculatore dei nessi segreti della natura, della Philosophia Naturalis di cui sono stati maestri Agrippa e Paracelso. Ma di cui sono maestri anche Dee, Fludd, Ruggero Bacone ed altri ancora che la voce popolare indicava come adepti dell'introvabile Societas Rosa-Cruciana. Introduzione di Claudio Bonvecchio.

 
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    Israel Jonathan
Una rivoluzione della mente. L'Illuminismo radicale e le origini intellettuali della democrazia moderna

Democrazia, libertà di pensiero e di espressione, tolleranza religiosa, libertà individuale, autodeterminazione politica dei popoli, uguaglianza sessuale e razziale sono concetti che innervano le nostre società moderne. Ma se oggi questi ideali non sembrano più radicali, la loro origine è stata invece molto radicale - molto più di quanto alcuni storici siano ancor oggi disposti a riconoscere. In questo libro Jonathan Israel, uno degli storici più importanti del Secolo dei Lumi, rintraccia le radici fìlosofiche di queste idee nello strato meno conosciuto del pensiero illuminista, in quello radicale, maturato in opposizione all'Illuminismo moderato che dominava l'Europa e l'America nel XVIII secolo (e che in fin dei conti continuava a salvaguardare ampi privilegi per i gruppi al potere: ecclesiastici e nobiliari). Viceversa l'Illuminismo radicale rifiutava di accettare una gerarchla sociale ordinata da Dio e una sanzione divina del potere monarchico e dei privilegi nobiliari, a tutto vantaggio di quelle tendenze livellatrici ed egualitarie delle quali ancor oggi beneficiamo.

 
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Il Settecento 1
    La letteratura del Settecento

                        La letteratura
 
    Cerruti Marco
Le rose di Aglaia. Classicismo e dinamica storica fra settecento e ottocento

   
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    Camerino Giuseppe A.
Dall'età dell'Arcadia al «conciliatore». Aspetti teorici, elaborazioni testuali, percorsi europei

Gli studi raccolti in questo volume, molto innovativi, investono aspetti e nodi critici fondamentali largamente inesplorati. Dalla riconversione in linee coerenti del quadro apparentemente frammentato degli scritti di teoria letteraria e teatrale nel primo Settecento, tra la generazione di Gravina e quella di Metastasio, alla rivalutazione di un eccezionale divulgatore del gusto antiquario e neoclassico, Gian Lodovico Bianconi, molto legato a Winckelmann; dalla finora insospettata e pur massiccia presenza – grazie a rifacimenti e traduzioni pur approssimative – del Pope di An essay on Man (molto più marcata di quello del Rape of the Lock) nell'elaborazione testuale del Giorno di Parini al modello di Tasso operante tra Goethe e Monti, del quale per la prima volta si entra nella genesi e nel lavoro di una sua traduzione rimasta allo stato di abbozzo; dalla ricostruzione semantica dei concetti di pittoresco e di grazia, che Bertola rielabora sotto l'influsso evidente di autori come Gessner e Sulzer, all'analisi, condotta sull'originale tedesco, dei giudizi (e pregiudizi) di A. W. Schlegel nei confronti dell'Alfieri tragico; dalla ripresa in chiave patetica del linguaggio tragico alfieriano in un poeta di transizione come Ippolito Pindemonte all'esame di varianti d'autore intorno ad alcuni nuclei semantici vitalissimi dell'Ortis foscoliano, nonché – per la prima volta – all'ampia analisi di un testo apparso agli albori dell'Ottocento, da Berchet recensito in ben tre puntate sul «Conciliatore», ma finora mai valutato e solo assai raramente e lacunosamente citato: la Storia della poesia e dell'eloquenza di Friedrich Bouterwek, che non inciderà meno della lezione del più giovane dei fratelli Schlegel sulla cultura e sul gusto dei nostri romantici.

 
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    Frattali Arianna
Presenze femminili fra teatro e salotto. Drammi e melodrammi nel Settecento Lombardo-Veneto

Lo studio s'inserisce nel contesto più ampio di un settore di ricerca dedicato alla cultura della rappresentazione nella Milano del Settecento. La maggiore circolazione del libro a stampa, la nascita dei teatri pubblici a pagamento, la politica scolastica del governo di Maria Teresa, l'influenza del salon francese favoriscono la crescita culturale ed intellettuale di alcune figure femminili che animano i salotti di conversazione; alcune di loro si confrontano in prima persona con la scrittura drammaturgica, specialmente per musica. Si sono individuate una ventina di 'femmes savantes' in area lombardo-veneta, che rappresentano un fenomeno rilevante di mediazione culturale fra le sale dei teatri e la cultura accademica, ospitando nei loro saloni intellettuali, artisti e drammaturghi e vere e proprie rappresentazioni per un pubblico in miniatura. Attraverso la ricostruzione delle loro biografie e l'analisi delle loro opere si è cercato di stabilire una relazione fra la conversazione dei salotti letterari e la scrittura per la scena, seguendo il fil rouge della dialettica pubblico-privato.

 
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    Lomonaco Fabrizio
A partire da Giambattista Vico. Filosofia, diritto e letteratura nella Napoli del secondo Settecento

Il volume integra l'analisi dei temi filosofici con la ricostruzione delle questioni giuridico-letterarie al centro delle tensioni tra vichiani e antivichiani. Il richiamo alle tesi filologiche di Vico sull'origine delle XII Tavole alimenta l'interesse per la questione filosofica circa il fondamento della validità del diritto. In queste pagine si offrono anche gli esiti di una circumnavigazione intorno a ciò che, sia pure dentro l'ambiente di Vico e della sua fortuna, non è sempre immediatamente riconducibile a lui. Lo documentano i saggi tra letteratura, filosofia ciclica della storia naturale dell'uomo nella Napoli riformatrice e massonica (Bertòla) e l'anticurialismo prerivoluzionario (Conforti). Più vichianamente orientata è, invece, la non trascurabile attività politico-culturale in Lombardia dei napoletani Francesco Lomonaco e Flaminio Massa, editore del Pagano, impegnati nell'offrire una possibile soluzione della 'crisi' del razionalismo settecentesco con la sintesi tra momento ideale e contrassegno antropologico della funzione conoscitiva, oggetto della moderna science de l'homme della cultura europea del tempo e segnatamente idéologique d'oltralpe.

 
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