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Le vetrine di Experiences  
Tutti i libri pubblicati fino ad oggi    
   
 
 
   

 
 
 
 
Verismo 6/6
 
    Nasce l'Espressionismo agli inizi del XX secolo.

                        Federigo Tozzi 
 
    Federigo Tozzi - 
CON GLI OCCHI CHIUSI

Pubblicato nel 1919, "Con gli occhi chiusi" tratteggia con rara, intensissima efficacia le inquietudini, i tormenti e le delusioni del giovane Pietro. La sua vita amara è segnata dal brutale rapporto con il padre Domenico, dalla grettezza e povertà degli operai che lavorano nel podere familiare di Poggio a' Meli e, soprattutto, dalle incertezze laceranti di un amore che mai appaga. Il giovane Pietro guarda ma non vede: i suoi occhi sono il sipario che volontariamente solleva o serra dinanzi alla realtà incomprensibile, ingestibile; sono l'unica difesa da una vita che disobbedisce alle illusioni, quando non si ha il coraggio e la forza di abitare, giorno per giorno, l'esistenza. Questo è un romanzo dalla trama semplice, ma di notevole respiro narrativo. Permette, fra l'altro, di scandagliare una materia così umorale e volatile quale è l'animo ipersensibile di un ragazzo, facendo risuonare nel lettore l'eco di sensazioni autentiche, vissute e, per questo, senza tempo.

 
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    Federigo Tozzi - 
IL PODERE

Accolta e superata l'esperienza naturalista, Tozzi si apre all'influsso della narrativa europea (e di Dostoevskij in particolare) e partecipa pienamente alla sensibilità culturale e sociale novecentesca. La campagna senese fornisce - qui come negli altri romanzi maggiori di Tozzi - l'ambientazione e la rete di relazioni entro cui si muovono i personaggi, che sono anche quelle della personale biografia dell'autore. La vicenda del Podere si dipana entro una violenta società contadina: violenta perché avida, per secolare povertà, e violenta perché debole, per altrettanto secolare storia. Remigio, il protagonista, è agitato e condizionato da una tensione autodistruttiva che lo spinge a desiderare di spossessarsi dell'eredità paterna, della "roba", ma la tensione degli animi e il turbamento degli interessi provocano la tragedia. La percezione dell'incapacità di vivere e il senso dell'ineluttabile danno alla narrazione toni ora aspri ora di lirismo doloroso.

 
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    Federigo Tozzi - 
TRE CROCI

Ispirato a un fatto di cronaca cittadina, il romanzo narra la storia di tre fratelli, Giulio, Niccolò ed Enrico Gambi. Viziati e accidiosi, ereditano dal padre una libreria antiquaria nel centro di Siena. In breve gli affari precipitano e i tre, indebitatasi, firmano delle cambiali, falsificando la firma di un amico, a garanzia dei debiti contratti. In breve, nella piccola città di provincia, la truffa viene scoperta e la vergogna ricade sull'intera famiglia. Il loro destino sembra allora segnato. In un mondo chiuso e soffocante, in cui si riflette l'angoscia esistenziale dei personaggi, i protagonisti si dibattono senza alcuna speranza, incapaci di dare un senso alla propria vita. Scritto di getto alla fine del 1918, pubblicato nel 1920, "Tre croci" viene considerato dalla critica come l'opera più matura di Tozzi, che recentemente, rivalutata la sua opera, lo ha paragonato a livello europeo a Kafka e Dostoevskij.

 
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Verismo 5/6
 
    Dalla realtà verista all’ideologia socialista.

                        Paolo Valera 
 
  Paolo Valera - 
MILANO SCONOSCIUTA

 

 
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    Paolo Valera -   
GLI SCAMICIATI

"Gli scamiciati, seguito alla Milano sconosciuta", qui proposti in una ristampa dell'edizione del 1881. Lo scrittore comasco affronta un viaggio-inchiesta, questa volta lungo il Naviglio, sul Barchett di pover, il Barchett de Boffalora, in compagnia di una banda di ladruncoli, capeggiati da Nosetti, che raccontano la loro "odissea" di vittime delle istituzioni e dei pregiudizi sociali. Gli scamiciati vogliono essere la "detronizzazione della logica borghese. Ovvero sono gli straccioni che sbucano dalla cloaca per prendere posto al banchetto della vita". Riproduzione a richiesta dell'edizione: G. Ambrosoli e C, 1881 (Biblioteca naturalista).  

 
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    Paolo Valera -   
LA FOLLA

Protagonista di questo "studio", allo stesso tempo psicologico e sociale, è la galleria dolente e multiforme di oppressi che popolavano il Casone del Terraggio di Porta Magenta. A questa Folla ai margini appartiene l'Annunciata, esuberante popolana che per anni ha ovviato con disinvoltura a gravidanze indesiderate e che poi non ha pace al ricordo dei suoi "delitti materni"; l'Agata Maddaloni, madre di undici Figli affamati, che nei momenti lugubri è assalita dal pensiero spaventoso di gettarne uno dalla ringhiera "per far sapere con una tragedia che i suoi figli muoiono di fame"; indimenticabile anche la Famiglia Cristaboni, "che riassumeva tutto ciò che vi era di tragico e deforme nel Casone".  

 
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                        Edmondo De Amicis 
 
    Edmondo De Amicis - 
AMORE E GINNASTICA

Pubblicato quasi clandestinamente nel 1892, Amore e ginnastica è un racconto ricco di humour, malizia e acutezza psicologica: un libro sorprendente, che giunge a ribaltare completamente l'immagine dello scrittore zuccheroso, didascalico, moraleggiante, che è stata cristallizzata da Cuore. Quello stesso mondo scolastico, appare qui come un campo di forze contrastanti, diviso tra gli slanci ideali delle missioni civili e i piccoli segreti degli individui. De Amicis racconta infatti i retroscena di una passione collettiva per una maestra di ginnastica, la Pedani, bellezza femminile atletica e dominatrice, da Brunilde wagneriana o gigantessa baudelairiana. Tra i suoi spasimanti spiccano un ex seminarista, «dotato di una forte sensualità contenuta» e uno studente che va per le spicce e appena può allunga le mani. Più in ombra, il rapporto della Pedani con un'altra donna, femmineamente vibratile quanto lei è risolutamente maschia: la Zibelli, con cui convive in un ménage abitativo complicato e non privo di sorprese.  

 
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    Edmondo De Amicis - 
CUORE

Pubblicato per la prima volta nel 1886 "Cuore" ottenne subito un grande successo. Il libro è basato sulla vita di tutti i giorni di una classe di alunni fra gli otto e i dieci anni in una scuola di Torino e degli adulti che li circondano. Il periodo storico riveste un'importanza fondamentale nel fare da sfondo alle vicende narrate e nel fornire il pretesto alle intenzioni dell'autore. Siamo infatti all'indomani dell'Unità d'Italia e De Amicis si prefigge come obiettivo principale quello di insegnare ai nuovi cittadini del Regno le cosiddette "virtù civili": l'amore per la patria, il rispetto per le autorità e per i genitori, lo spirito di sacrificio e l'eroismo, la carità e la pietà, l'obbedienza e la pazienza nelle tribolazioni.  

 
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    Edmondo De Amicis - 
LA MAESTRINA DEGLI OPERAI

 

 
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Verismo 4/6
 
    Il regionalismo verista

                        Renato Fucini  
 
    Renato Fucini  - 
IL CIUCO DI MELESECCHE

 

 
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    Renato Fucini
LE VEGLIE DI NERI

Pubblicare le Veglie di Neri, oggi, non vuol dire solo fare un operazione di "amarcord" ma riscoprire il Fucini sconosciuto e bistrattato, relegato agli ultimi posti nel panorama della letteratura italiana dell'800 e primi novecento. Fucini nel suo linguaggio asciutto e privo di fronzoli riesce da narratore di razza a conquistarsi un posto importante nella storia della letteratura dialettale. Rileggere oggi il Fucini ci permette di capire chi era, a cosa aspirava e quale messaggio sociale-letterario ci abbia lasciato. Attraverso i suoi personaggi ci ha fatto uno specchio fedele di una società povera. Non manca in questi racconti la superstizione e l'ignoranza come in "Perla" e nell' "Orologio a cucù". È anche una denuncia; oggi sempre attuale, contro la violenza alle donne, come nel caso di "Fiorella" che rappresenta anche la tragedia degli orfani, delle adozioni scriteriate che portano a un sorta di schiavismo.

 
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                        Salvatore Di Giacomo  
 
    Salvatore Di Giacomo 
ASSUNTA SPINA

Le vicende femminili hanno sempre avuto notevole importanza all'interno della narrativa, soprattutto ottocentesca, configurandosi nei termini di materiali sentiti come altamente romanzeschi. C'è sempre una figura di donna (in questo caso una popolana proiettata sullo sfondo dei "bassi" napoletani) intorno alla quale la narrazione lavora per costruire un ritratto eccezionale.

 
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    Salvatore Di Giacomo
Per la storia del brigantaggio nel Napoletano

 

 
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                        Emilio De Marchi  
 
    Emilio De Marchi  - 
DEMETRIO PIANELLI

Dopo il suicidio del fratellastro per ragioni di debiti, l'umile impiegato Demetrio Pianelli affronta l'oneroso compito di occuparsi della famiglia del defunto. Conduce una vita di duro sacrificio alla quale deve adeguarsi anche la bella e frivola cognata Beatrice. Demetrio si innamora di Beatrice, ma non osa dichiararsi, e per amor suo subisce un trasferimento punitivo da parte di un superiore che l'ha insidiata. Destinato alla sconfitta, l'onesto cognato non può impedire che Beatrice sposi un ricco cugino. Un'edizione criticamente rivista e accompagnata da un commento, con una ricostruzione della Milano di fine Ottocento.

 
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    Emilio De Marchi  - 
IL CAPPELLO DEL PRETE

 

 
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                        Remigio Zena  
 
    Remigio Zena  -   
LA BOCCA DEL LUPO

"La bocca del lupo" è il capolavoro di Remigio Zena, pseudonimo del nobile torinese Gaspare Invrea, genovese d'adozione, che in questo libro cantò la città ligure descrivendola in tutti i suoi aspetti. Incentrata intorno alla figura di Bricicca, che si arrangia a vivere gestendo un lotto clandestino e una rivendita di frutta e verdura, e delle sue figlie, la storia supera i confini veristi.

 
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Verismo 3/6
 
    Deledda e Serao: le donne del Verismo

                        Grazia Deledda  
 
    Grazia Deledda  - 
CANNE AL VENTO

Nella casa di Pintor, Ruth, Noemi, Ester, discendenti da una famiglia nobile andata in rovina, il servo Efix con grande fatica riesce a conservare il decoro, coltivando l'ultimo podere rimasto. In passato una quarta sorella, Lia, era fuggita in continente e Efix era stato involontariamente causa della morte del padre che cercava di fermarla. Morta anche Lia, torna alla casa materna Giacinto, suo figlio, un giovane dissoluto che manda in rovina le zie. Noemi, legata da un ambiguo sentimento al nipote, rifiuta le nozze con don Predu a cui era stato venduto il podere. Efix che si era allontanato dalla casa da lui creduta maledetta per sua colpa, vi fa ritorno e muore il giorno stesso delle nozze tra Noemi e don Predu, avendo ritrovato la pace.

 
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    Grazia Deledda  - 
LA VIA DEL MALE

Un romanzo d'amore folle e disperato dove un ruolo principale è giocato dalle passioni primordiali tenute nascoste, ma pronte a esplodere selvaggiamente. L'autrice immerge il lettore in una Sardegna tanto vera quanto magistralmente descritta dalla sua penna, raccontando del desiderio che spinge Pietro povero servo della famiglia Noina - verso Maria - la bella figlia del padrone - e di come entrambi, accecati da un amore ardente e proibito, percorreranno inesorabilmente la via del male.

 
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    Grazia Deledda  - 
L'EDERA

Era un sabato sera, la vigilia della festa di San Basilio, patrono del paese di Barunèi. In lontananza risonavano confusi rumori; qualche scoppio di razzo, un rullo di tamburo, grida di fanciulli; ma nella straducola in pendio, selciata di grossi ciottoli, ancora illuminata dal crepuscolo roseo, s'udiva solo la voce nasale di don Simone Decherchi. -Intanto il fanciullo è scomparso - diceva il vecchio nobile, che stava seduto davanti alla porta della sua casa e discuteva con un altro vecchio, ziu Cosimu Damianu...

 
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                        Matilde Serao  
 
    Matilde Serao 
IL VENTRE DI NAPOLI

Tra abitazioni fatiscenti e vicoli dove il sole non entra mai, cibi rancidi e lezzo di liquami, altarini, voti alla Madonna e numeri del lotto, la grandiosa rappresentazione della miseria e del degrado del popolo del napoletano alla fine dell'Ottocento.

 
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    Matilde Serao 
IL PAESE DI
CUCCAGNA

"Tra cent'anni, quando non si sapesse più nulla di Napoli, questo libro basterebbe a resuscitarla"; così scrisse Pietro Pancrazi, grande critico letterario. Questo romanzo, che ruota intorno all'ossessione dei napoletani per il gioco del lotto, è la più colorita enciclopedia della vita popolare, borghese e aristocratica della Napoli tra Otto e Novecento. Con uno sguardo da grande giornalista di cronaca, Matilde Serao costruisce una galleria di ritratti vivacissimi, con uno sconfinato talento per i dettagli che non scade mai nel pittoresco e nel colore locale. E poi le indimenticabili scene di massa: l'estrazione del lotto, il fastoso battesimo borghese, il carnevale, il miracolo di san Gennaro, l'estate napoletana.

 
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    Matilde Serao 
L'INFEDELE

Un galateo fin de siècle delle passioni, descritto dalla penna inesauribile di Matilde Serao attraverso quattro racconti di amori nati e bruciati rapidamente: c'è la passione che si consuma tra fedeltà e infedeltà in un singolare triangolo amoroso, quella che si infrange contro i dubbi di una confessione tra amanti, quella che si tormenta nell'attesa di un incontro incerto, fino alla passione che, ormai trasformata in ricordo, può essere catalogata insieme agli oggetti insignificanti di un personale museo. Sullo sfondo, un microcosmo aristocratico e alto-borghese, chiuso nei suoi riti codificati come nell'eleganza dei suoi salotti. E un fantasma inquietante: "che la vita nella sua più alta espressione, che è l'amore", sia solo "un vano e miserabile sogno".

 
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Verismo 2/6
 
    Verga, Capuana e De Roberto: il Verismo siciliano

                        Luigi Capuana  
 
    Luigi Capuana  - 
GIACINTA

Opera di esordio dell'autore, pubblicata nel 1989 a Milano, Giacinta doveva rientrare nel canone del romanzo verista. In realtà la vicenda tragica della protagonista, della violenza subita e dell'amore non corrisposto con Andrea, lascia in secondo piano i personaggi, concentrandosi sull'ambiente in cui la narrazione si sviluppa, rivelando fin dall'inizio la vena naturalista e insieme fantastica che caratterizza la migliore produzione del grande scrittore siciliano

 
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    Luigi Capuana  - 
IL MARCHESE
DI ROCCAVERDINA

"È un dramma dell'inazione, dell'ignoranza, dell'orgoglio, della stupidità, della protervia, ma anche un'indagine arguta sulle zone oscure presenti nell'animo umano, realizzata nella frontalità dell'esperienza diretta, muro contro muro, fino all'estenuazione." (E. Affinati)

 
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    Luigi Capuana  - 
SCURPIDDU
   
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                        Federico De Roberto  
 
    Federico De Roberto  - 
I VICERE'

All'inizio della narrazione, a Catania nel 1855, gli Uzeda, ancora tutti borbonici tranne il duca Gaspare che simpatizza per i piemontesi, apprendono la notizia della morte della vecchia e autoritarua principessa Teresa, vedova del principe Consalvo VII, assai più temuta che amata dai figli, nonché detentrice di tutto il patrimonio di famiglia.

 
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    Federico De Roberto  - 
L'IMPERIO

Due uomini a confronto nella Roma post-risorgimentale: il principe Consalvo Uzeda di Francalanza, già protagonista dei Viceré, e Federico Ranaldi. Consalvo è un uomo di grandi ambizioni politiche, che crede di possedere per nascita il diritto di divenire qualcuno. E pur di raggiungere lo scopo non esita a cambiare casacca: conservatore coi conservatori, moderato coi moderati. Per assecondare i socialisti, che teme, arriva persino ad accarezzare l'idea del socialismo per poi finire col combatterlo pubblicamente. Federico al contrario è un puro di cuore, che solo sentendosi tradito da una società opportunista e vuota, diviene cinico e si disinnamora della vita.

 
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Verismo 1/6
 
    Naturalismo e Verismo

                        Luigi Capuana  
 
    Luigi Capuana  - 
C'ERA UNA VOLTA...FIABE

È il primo libro di fiabe del grande scrittore verista, dedicate ai suoi nipotini, ma rivolte con un occhio agli adulti. Un capolavoro della letteratura dell'Ottocento italiano. Capuana narra in queste pagine un meraviglioso mondo di fate, maghi, re e regine, orchi ed incantesimi. Queste storie, ricche di filastrocche e cantilene trovano substrato nel vasto repertorio del folclore siciliano. Ben lontano dal voler documentare la tradizione popolare, Capuana assimila i racconti fantastici della sua terra e li traduce in una nuova proposta letteraria.

 
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    Luigi Capuana  - 
IL RACCONTAFIABE

"Appena scritte le sacramentali parole di uso "C'era una volta..." i miei fantastici personaggi si mettevano in moto, s'impigliavano allegramente in quelle loro intricatissime avventure senza che io avessi coscienza di contribuirvi per nulla. Spesso mi domandavo in che modo il Reuccio e la Reginotta se la sarebbero cavata... Vissi settimane soltanto coi personaggi delle mie fiabe, ingenuamente, come non credevo potesse mai accadere a chi è già convinto che la realtà sia il vero regno dell'arte..."

 
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    Giovanni Verga e la pratica del Verismo

                        Giovanni Verga  
 
    Giovanni Verga 
I MALAVOGLIA

 Il tuo mondo è un piccolo paese affacciato sul mare di Sicilia, il tuo mondo sono la pesca e la barca Provvidenza che scivola silenziosa nella notte stellata; il tuo mondo sono usi e tradizioni che si ripetono senza tempo. Fino a quando, d'un tratto, qualcosa si rompe: tuo nipote è giovane, è diverso, non vuole passare una vita come la tua. E senza di lui, che parte militare, bisogna darsi da fare. Tu ci provi: investi tutto quello che hai, una vita di sacrifici, e perdi, soldi e rispetto. E un figlio.

 
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    Giovanni Verga   -  MASTRO DON GESUALDO

"Mastro don Gesualdo", attraverso le vicende di un muratore arricchito, narra la storia del rivolgimento sociale di una classe che decade e di una classe emergente, del travaglio e della rincorsa affannosa tra patrimonio e matrimonio. Tutta la grande letteratura siciliana ha raccontato il processo di questa crisi e di questo ribaltamento, da Verga a De Roberto sino al canto del cigno di Tomasi di Lampedusa.

 
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Scapigliatura 2/2
    Altri scrittori della Scapigliatura

                        Iginio Ugo Tarchetti  
 
    Iginio Ugo Tarchetti 
FOSCA

Questo romanzo è considerato il capolavoro di Igino Ugo Tarchetti, scrittore milanese scapigliato, che morì di tifo prima di portare all'epilogo la storia. Il romanzo, dalle forti tonalità emotive, fu concluso da Salvatore Farina, amico e collega di Tarchetti. La vicenda ruota attorno alla perturbante figura di Fosca, una donna misteriosa ed inquietante, malata nel corpo e nello spirito ma con un'arcana e oscura forza magnetica, con la quale attrae a sé Giorgio. Il mito del doppio, dell'antitesi tra luce e buio, vita e morte è magistralmente raccontato.

 
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    Iginio Ugo Tarchetti 
RACCONTI
FANTASTICI

Il volume ripropone testi poco conosciuti di Tarchetti, qui riproposti in una ristampa anastatica di un'edizione milanese del 1869. I racconti fantastici sono raccolti in due sezioni: I fatali (Leggende del castello nero, La lettera U, Un osso di morto, Lo spirito in un lampone") e Pensieri (L'Amore, La Donna, Felicità e Dolore, La Vita, La Fede, Pensieri diversi). Riproduzione a richiesta dell'edizione: E. Treves e C. Editori, 1869.

 
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    Iginio Ugo Tarchetti 
STORIA DI UNA
GAMBA

  Il tema del doppio in "Storia di una gamba" appare come la solida intelaiatura del racconto, la chiave di volta che sorregge l'intera architettura della narrazione, tuttavia, risulta il concetto di 'altro', concretizzato all'interno della vicenda in diversi modi, dei quali il doppio è indubbiamente il principale: attorno alla coppia di opposti Eugenio-Lorenzo ruota infatti l'intero racconto...

 
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                        Emilio Praga 
 
    Emilio Praga
FIABE E LEGGENDE

Riproposto in una stampa conforme all'edizione del 1884, "Fiabe e leggende" è una raccolta di versi, edita per la prima volta nel 1867. Illustrato da Edoardo Calandra e Mario Michela, il libro è caratterizzato, come le altre opere dell'autore, da uno spiccato sperimentalismo. In queste liriche ritroviamo i motivi della poesia "maledetta" e l'ansia di infrangere i canoni morali ed estetici borghesi. Riproduzione a richiesta dell'edizione: F. Casanova & C., Editori, 1884.

 
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    Emilio Praga
MEMORIE DEL PRESBITERIO

"Memorie del Presbiterio" è un romanzo rimasto incompiuto di Emilio Praga, poi ultimato dall'amico Roberto Sacchetti. Si tratta, secondo alcuni critici, della sua migliore opera in prosa, composta da una serie di racconti, ordinati secondo il ritmo irregolare della memoria. Come le altre opere dello scrittore, anche "Memorie dal Presbiterio" si caratterizzza per una vivace impronta sperimentale. Riproduzione a richiesta dell'edizione: F. Casanova, Libraio-Editore, 1881.

 
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                        Carlo Dossi 
 
    Carlo Dossi
GOCCIE
D'INCHIOSTRO

L'opera di Dossi si configura, notoriamente, come un fittissimo susseguirsi di dettagli deliziosi, di pagine autosufficienti, di miniature capaci di coinvolgere i lettori fino alla suggestione. Di simile arte del frammento, le Goccie d'inchiostro, snodo cruciale tra la stagione "lombarda" e quella "romana" e l'avvio della carriera diplomatica a fianco di Francesco Crispi, rappresentano il nucleo originario...

 
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    Carlo Dossi
AMORI

Un'opera singolare, questi Amori di Carlo Dossi, costituita da undici capitoli, dei quali l'ultimo è una sorta di riepilogo, disposti in un ordine contrassegnato da titoli e indicazioni metafisiche, di gusto allusivamente dantesco, che deve molto alla concezione tolemaica. Un'opera intrigante e singolare, per molte e svariate ragioni: per tematica, data di composizione, ideazione e realizzazione editoriale e, come sempre nelle opere di questo autore, cura ed elaborazione stilistica. (V. Guarracino)

 
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                        Cletto Arrighi
 
  Cletto Arrighi
NANA' A MILANO

"Dunque realismo! - proclama l'autore nella premessa al suo romanzo - E realismo vuol dire verità, vuol dire ricerca di ciò che veramente succede, sia pur doloroso e brutto; vivisezione, fisiologia palpitante, studio della vita quale essa si mostra, senza rispetti umani e senza reticenze." E l'esortazione è decisamente messa in atto nelle pagine del volume, che sono dense di vividi personaggi - primo fra tutti, la camaleontica protagonista Nanà, che, partita da Parigi, Arrighi fa capitare "per caso a Milano sullo scorcio del 1869" - e che fotografano un mondo, quello della Milano della seconda metà dell'Ottocento, con la lucidità di chi non è disposto a nascondere proprio nulla.

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                        Vittorio Imbriani
 
  Vittorio Imbriani
DIO NE SCAMPI
DAGLI ORSENIGO
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  Vittorio Imbriani
MEROPE IV

Merope IV (1867), primo romanzo di Vittorio Imbriani, è un vertiginoso esperimento di scrittura ibrida e parodica che descrive un mondo popolato da mostri e caricature, oggetto di derisione moralistica e feroce. Sfruttando le infinite possibilità della riscrittura e della divagazione, con furia iconoclastica e moltiplicazione dei registri linguistici, giocando su motivi erotici e macabri (voyeurismo, impotenza, necrofilia), Imbriani distrugge l'unità e la riconoscibilità stessa del suo romanzo all'interno di un'ottica di genere. La sua letteratura è davvero un "ghiribizzo" solitario, un geroglifico privato, destinato a non trovare corrispondenza nella vita degli uomini.

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Scapigliatura 1/2
    La Scapigliatura e gli scrittori librettisti

                        Giuseppe Giacosa
 
    Giuseppe Giacosa TRISTI AMORI

   
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                        Arrigo Boito
 
    Arrigo Boito -
L'ALFIER NERO

L'alfier nero "Quel pezzo di legno nero era eroico a vedersi; pareva un guerriero ferito che s'ostinasse a combattere fino alla morte; la testa insanguinata gli crollava un po' verso il petto con tragico abbattimento; pareva che guardasse anche lui, come il negro che lo giocava, la fatale scacchiera; pareva che guatasse di sott'occhi l'avversario e aspettasse stoicamente l'offesa o la meditasse misteriosamente".

 
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    Arrigo Boito -
IL PUGNO CHIUSO

Un medico in missione in Polonia per studiare una malattia endemica, s'imbatte in un mendicante che, nel narrargli l'origine del proprio male, racconta una storia in cui fatti reali, elementi soprannaturali e bieche superstizioni si mescolano per dare vita ad una terribile allucinazione. Dalla vivida penna di Arrigo Boito un piccolo capolavoro dimenticato da ascoltare tutto d'un fiato."Avevo dinanzi a me un meraviglioso problema di scienza e fors'anche un fatale argomento di dramma. (…)

 
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